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Britpop
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mwbwBritpop è il termine utilizzato per ricondurre ad un unico movimento alcuni gruppi britannici rock alternativi e pop rock apparsi agli inizi degli anni Novanta.

Gli artisti riconducibili al mwcqBritpop hanno avuto origine dalla scena indipendente e underground del mwcgRegno Unito. Molti di loro hanno acquisito buona notorietà nel paese d'origine e in alcuni stati dell'mwcwEuropa del nord sull'onda del successo commerciale di gruppi come mwdaSuede, mwdqBlur, mwdgOasis e mwdwPulp, successo che ha contribuito a lanciare, se non a creare, il movimento come fenomeno di massa.

Contents

Storia
Revival

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Storia

Le origini

L'origine del mwfaBritpop va ricercata fra gli artisti che cercarono di riattualizzare le melodie degli mwfqanni sessanta e degli mwfganni settanta aggiungendovi tematiche mutuate dalla mwfwnew wave o dalla mwgadance music, ma soprattutto sfruttando le nuove tecniche produttive, sino a generare un suono del tutto peculiare.

Sviluppi

Dopo l'affievolirsi di fenomeni come il mwgwmadchester e lo mwhashoegaze (antesignani di ciò che il Britpop sarebbe diventato) all'inizio degli mwhqanni novanta si formarono gli mwhgSuede, che crearono un'eco notevole nella stampa britannica ancor prima di avere pubblicato un singolo. Le melodie di mwhwBernard Butler e i testi ambigui, rabbiosi e poetici di mwiaBrett Anderson, così come l'immaginario e lo stile del gruppo (il taglio di capelli di Brett Anderson e i vestiti mwiqvintage dei membri della band avrebbero influenzato tutti i successivi epigoni) colpirono i giovani britannici e il loro primo album mwigSuede, uscito nel 1993, segnò l'inizio del vero e proprio periodo del Britpop.

Attorno alla prima metà degli anni novanta comparvero sulla scena band e artisti dalle caratteristiche piuttosto eterogenee, anche se in parte accomunati dal look (influenzato dalle estetiche mwjamod e madchester), dalla ricerca per il ritornello memorabile e, più in generale, per la commistione fra sonorità mwjqunderground e immediatezza tipicamente mwjgpop.

Alcuni artisti declinavano queste tendenze proponendo un'attualizzazione della mwkanew wave e del mwkqpost-punk: era il caso di gruppi come mwkgElastica (mwkw1992-mwla2001), mwlqShed Seven (mwlg1991-mwlw1999) e mwmaMarion. Altre band erano influenzate dal mwmqglam e da artisti come mwmgDavid Bowie, i mwmwRoxy Music, mwnaMarc Bolan, talvolta rielaborandone le dinamiche chitarristiche (mwnqSuede), altre volte puntando sul gusto per i toni teatrali e sensuali (mwngPulp).

La più ampia, e di notevole successo commerciale, fu la schiera di gruppi nei quali emerse l'influenza di gruppi mwoaanni sessanta, primi fra tutti lo storico quartetto di Liverpool, mwoqBeatles, e in parte anche mwogThe Kinks, mwowSmall Faces: vi si annoverano mwpaBlur, mwpqThe Verve, mwpgOasis, mwpwSupergrass, mwqaBoo Radleys, mwqqOcean Colour Scene, Dodgy, mwqwKula Shaker e mwraTeenage Fanclub, mwrqThe Divine Comedy, mwrgTravis, mwrwEmbrace, mwsaMansun.

Band battle

L'apice del movimento Britpop fu raggiunto nel mwsw1995, quando il palcoscenico mediatico fu monopolizzato dalla cosiddetta "battaglia delle band" tra Blur e Oasis, succeditrice della storica contrapposizione tra mwtaThe Beatles e mwtqThe Rolling Stones. Inizialmente le due band si erano complimentate a vicenda, ma con il passare dei mesi il clima si infiammò, con l'importante contributo dei mwtgtabloid britannici. La rivista mwtwmwuaNME il 12 agosto 1995 titolò: «Campionato britannico di pesi massimi», riferendosi all'imminente uscita, prevista per lo stesso giorno, dei singoli mwuqmwugRoll with It degli Oasis e mwuwmwvaCountry House dei Blur. Il contrasto tra le due band assunse connotati extramusicali, coinvolgendo l'appartenenza territoriale (nord contro sud). Inizialmente i vincitori parvero i Blur, capaci di vendere 274000 copie contro le 216000 dei fratelli Gallagher, ma a lungo andare furono gli Oasis a guadagnare maggiore successo, facendo breccia negli mwvqStati Uniti alla fine degli mwvganni novanta e sopravvivendo poi alla scena mwvwbritpop per molti anni ancora. Il concerto degli Oasis a mwwaKnebworth nell'agosto mwwq1996 è passato alla storia come uno degli eventi musicali britannici più seguiti di sempre; vi accorsero ben 250000 spettatori nell'arco di due serate.

New Britpop

La fine reale del periodo d'oro del Britpop risale al mwxa1999. Dei gruppi che avevano portato la bandiera del genere rimanevano in effettiva attività solo gli Oasis. Anche l'arrivo di gruppi come gli mwxqStarsailor e i mwxgColdplay, che in qualche modo portarono avanti lo stile proprio del Britpop fino in epoca successiva (per cui si coniò il termine mwxwnew Britpop), non servì a rivitalizzare il genere, e chi ne faceva parte passò ad altre occupazioni e ad altri progetti.

Revival

Nel XXI secolo si è assistito al ripescaggio dei principali artisti del periodo: nel mwyg2005 mwywBrett Anderson e mwzaBernard Butler, le anime degli Suede, hanno formato un nuovo gruppo, mwzqThe Tears, e realizzato un album, dal titolo mwzgHere Comes the Tears, che non riscosse gran fortuna; in seguito mwaaBrett Anderson nel mwaq2006 iniziò una carriera da solista. mwagJarvis Cocker, estroverso cantante dei Pulp, realizzò due album per conto proprio, mentre nel mwaw2009 i Blur tornarono a suonare insieme dopo sei anni per alcune date dal vivo accolte trionfalmente, dopo che gruppi quali mwbaKaiser Chiefs e mwbqRazorlight ne hanno riportato in voga le sonorità.

I mwbwRadiohead nacquero ai margini del britpop, ma più vicini alle sonorità mwcagrunge e mwcqnoise americano; devono al britpop parte della loro fortuna, per essere stati portati sulla sua onda pubblicitaria e commerciale fino al successo planetario del mwcg1997 con l'album mwcwmwdaOk Computer.

Post-Britpop

Il mweapost-Britpop è un sottogenere del Britpop. Gli strumenti utilizzati sono sempre gli stessi (chitarre, pianoforte, basso elettrico, tastiere e voce), con sonorità che si avvicinano anche al mweqfolk rock. A differenza del Britpop originale, il post-Britpop ha avuto origine a cavallo tra la fine degli mweganni novanta e all'inizio degli mwewanni duemila. Tra le band che sono nate sotto questo filone ci sono mwfaColdplay, mwfqStereophonics, mwfgKeane, mwfwFranz Ferdinand, mwgaJet, mwgqMuse e mwggBen's Brother, oltre che artisti solisti come mwgwPaolo Nutini e mwhaRobert Post.

Bibliografia

mwhwPhonogram, Kieron Gillen e Jamie McKelvie, ed. it. Alta Fedeltà, Milano 2008

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su britpop

Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) Peter Silverton, Britpop, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• (EN) Britpop, su AllMusic, All Media Network.